Fulvia Grignaschi

Le tappe del mio cammino

  • Sono nata a Milano nel 1965 in una famiglia semplice ma unita, di quelle che non vedo più in giro e alla quale devo tanto.Cresciuta in un ambiente assolutamente conformista, non inteso in senso negativo, sono sempre stata considerata il bastian contrario della situazione.Quella che non voleva baciare i parenti, che diceva sempre in faccia quello che pensava, quella che è andata a vivere da sola quando ancora non si faceva, che si è sposata con un vestito normale comprato in saldo alla Rinascente, quella a cui non è mai importato quasi nulla di quello che pensavano gli altri, ma alla quale importava tantissimo degli altri.
  • Diplomata in lingue, laureata in architettura, abilitata alla professione ho lavorato in questo campo per 10 anni senza grande successo.
  • Mi sono quindi riqualificata nel settore informatico dove ho lavorato fino al 2017. In questo periodo sono diventata mamma tre volte, facendo i salti mortali per conciliare lavoro e famiglia.
  • A 51 anni il caso o il mio brutto carattere hanno voluto che rimanessi senza lavoro. Situazione economicamente infausta, ma personalmente molto stimolante. Ho ricevuto il dono, ancora una volta, di potermi rimettere in gioco, questa volta un po’ più libera dagli impegni familiari ed entusiasta come una bambina alla quale viene chiesto “che cosa vuoi fare da grande”?La domanda mi piaceva assai, ma il mio cervello produceva risposte a valanga. Quante vite avrei voluto vivere! Eh ma non si poteva. Bisognava trovare una quadra.

Pensa, studia cerca ho scoperto che dal 1990, anno della mia laurea, erano nati corsi di laurea di tutti i tipi. Perfino per fare la bibliotecaria bisognava avere un titolo specifico. Ero tagliata fuori da tutto?

Ma va’!

Man mano che procedevo  le ricerche mi portavano sempre più verso una stessa direzione: il mondo digitale.

Non ne sapevo assolutamente nulla, ma più leggevo più sentivo che era la mia strada.

Così sono partita in quarta. Ho iniziato a seguire un master presso il rinomato ente di formazione milanese Digital Coach per conseguire una certificazione in Digital Coaching con specializzazione in SEO maturata a seguito di un praticantato di un anno.

Piano piano il puzzle della mia identità professionale incominciava a formarsi. Potevo unire le mie competenze informatiche con quelle digitali. In particolare la passione per l’approccio agile a cui avevo dedicato in passato tanti anni di studio ben si sposava con l’approccio di  Alexander Osterwalder al business model che avevo iniziato ad approfondire dopo aver conseguito la certificazione in Digital Coaching e ad applicare alla mia stessa attività in erba.

Il business modelling per le aziende si poteva declinare anche al singolo da cui l’approfondimento del metodo Business model You di Tim Clark e contemporaneamente la partecipazione a due corsi di Louise Anne Maurice per l’empowerment femminile.

Essere coach in ambito digitale rappresenta per me il tratto finale di un cammino di coaching più profondo che non parte dall’azienda che mi contatta, ma dalle persone che la formano.

Vicende personali piuttosto significative mi hanno sempre portato a potenziare la mia innata capacità di problem solving e anche l’empatia che mi contraddistingue non per scelta ma per DNA.

Queste caratteristiche sono quelle che io cercherei in un coach ed è su questa base che ho deciso di propormi sul mercato.